senza trucco e senza inganno!

C’era una volta,

non molto tempo fa, uomini d’affari che si accordavano tra di loro con una bella faccia pulita e con una stretta di mano… la fiducia era “condizionata” dalla sola presenza fisica e dalle informazioni che ci si trasmetteva in quel momento. Da una semplice percezione, intuito o istinto si poteva completamente cambiare la propria strategia.

Oggi non funziona più in questo modo, le informazioni sono sempre maggiori, la globalizzazione ci permette la reperibilità e la fruizione di referenze ed accertare la reputazione di chi abbiamo davanti con molta più velocità. Certo, queste potrebbero non essere vere al 100% oppure potrebbero essere diffuse notizie leggermente diverse dalla realtà per distorcere la verità o semplicemente prendere una posizione di vantaggio. Ci si prepara agli incontri verificando la reputazione dell’azienda e del referente che si incontrerà, le eventuali esperienze pregresse lavorative o il portfolio clienti.

Per la pubblicità mediatica alla quale siamo sottoposti, anche inconsapevolmente, è importante avere una buona reputazione. La reputazione e la condivisione di “cosa facciamo” e “chi siamo” con amici, colleghi, sui socialmedia (Facebook, Twitter, Linkedin, Instagram ecc.) fanno parte di noi, quindi la sfera strettamente personale, se condivisa pubblicamente, entra a far parte di quelle informazioni condivise che comunicano chi siamo e come la pensiamo. Se rappresentiamo un brand o un’azienda, facciamo parte di un team e condividiamo una mission-una filosofia aziendale. Per questo mi sembra corretto e rispettoso essere coerenti con noi stessi e con i valori che perseguiamo. Insomma, mi sembra poco credibile una persona che lavora nell’associazione contro il maltrattamento degli animali e poi va a fare una bella passeggiata vestita con una pelliccia (anche se sintetica, non sarebbe un bel messaggio).

Questo non significa non essere se stessi e nemmeno fingere o nascondersi. Significa, al contrario, essere veri e coerenti, avere la gioia di condividere dei messaggi che fortificano il nostro pensiero responsabilmente.

La soluzione è: essere sempre coerenti tra il sè personale e il sè lavorativo. La persona coerente non deve temere “attacchi” o “talloni di achille” nella sfera lavorativa, attraverso lo sfruttamento delle informazioni personali che noi stessi abbiamo reso pubbliche. Tali informazioni rappresentano sempre noi stessi in qualunque loro forma: un’immagine, un video, un pensiero, un’emozione o uno stile di vita. E’ meraviglioso quando tutti questi aspetti possono essere condivisi nel pubblico e quando tutto è vero e coerente con il “chi siamo” e con il “cosa facciamo”.

AB