Alexandra Buccarella

Perchè un blog?

È il modo più semplice per raggiungere il numero maggiore di persone.

Di cosa dovrò parlare per diffondere il più possibile le mie idee?

Quali argomenti interessano le persone?

A me interessano molti argomenti, ma si accettano suggerimenti. Scrivetemi.

Perché le persone dovrebbero reputare interessanti le cose che penso e che dico?

Come potrò confrontarmi con ognuno di loro? A me piace il confronto.

Amo comunicare, mi piace da morire parlare con le altre persone e in generale sono molto curiosa.

Amo conoscere le persone, capirne il carattere, condividere con loro le difficoltà di vita e con un normale scambio di opinioni, provare a pensare ad una soluzione o almeno avere un alternativa.

Questo credo che le persone lo percepiscono.

Mi capita in continuazione di incontrare con lo sguardo un’altra persona e quella persona spesso in maniera molto naturale e improvvisamente confidenziale, si rivolge a me per raccontarmi un episodio, una cosa che non va, che è stanca o stressata per un lavoro o per un pensiero.

Cerco di dire quello che penso, non sempre ci riesco, ma di sicuro le strappo un sorriso o semplicemente quella persona se ne va più leggera. Mi fa piacere.

Questo mi capita ovunque io sia, in ufficio, al ristorante, al bar, in un negozio di abbigliamento, in fila all’ufficio postale, durante un comizio, durante una manifestazione sportiva…

A volte lo sfogo è davvero inaspettato e a volte mi capita di non aver voglia di ascoltare, perché magari ho appena terminato una settimana intensa di lavoro, sì magari sono stanca anche io e mi chiedo: “come mai con me?”.

Insomma non mi conoscono! Spesso in quel momento sono un Cliente e professionalmente non condivido, ma umanamente condivido eccome!

Finalmente capisco che c’è estremamente bisogno di condivisione e di comprensione.

Simone Weil (1909 − 1943), filosofa, mistica, attivista e scrittrice francese, scrisse:

“Chiunque soffre cerca di comunicare la sua sofferenza – sia maltrattando, sia provocando la pietà – per diminuirla; e, così facendo, la diminuisce veramente.”

e scrisse anche:

“L’attenzione è la forma più rara e più pura della generosità.”

Insomma, le prime comunità nella storia sono nate per necessità di associarsi con altri individui per non rimanere isolati. Così si potevano condividere emozioni, esperienze e soprattutto superare le difficoltà (come sfamarsi e cacciare insieme, costruirsi una casa) e i problemi (litigi tra singoli e gruppi o tra famiglie).

Ovviamente per coesistere in un gruppo erano necessarie regole, motivo delle prime norme di educazione civica e del diritto.

Le nostre regole saranno le seguenti:

  1. Si potrà parlare educatamente di qualsiasi argomento;
  2. Non sono consentiti insulti;
  3. Si potrà manifestare il proprio disaccordo su un argomento, a patto che si motivi la propria idea;
  4. Si potrà far riferimento a fatti o persone specifiche, senza però citare cognomi, che potrebbero violare la privacy delle persone coinvolte nel fatto;
  5. Ogni persona sarà responsabile delle proprie pubblicazioni.

Ho progetti ambiziosi che condividerò anche con la comunità virtuale che riuscirò a creare.

Caro lettore, ti ringrazio per avermi dedicato il tuo tempo, mi hai dato attenzione quindi sei una persona generosa e curiosa.

A presto,

Alexandra